30 maggio 1926

Sette giorni dopo, passato alla storia il Premio Perugino, il percorso si rianima di altre frenetiche rincorse di auto. Questa volta ad essere lanciate dai piloti nella polvere, alla ricerca dei limiti personali, non sono le vetture Turismo ma quelle delle categorie Sport e Corsa pronte per disputare la terza edizione della Coppa della Perugina.
La gara, senza fatica, grazie al successo e alla sicurezza del tracciato riottiene dall’Automobile Club Italia la validità per il Campionato Italiano come la Coppa Acerbo, il Circuito del Montenero e il Reale Premio di Roma, è gratificata da un cospicuo montepremi di 200.000 lire coperto quasi per intero dalla generosità e passione di Giovanni Buitoni.
Per offrire al mondo sportivo una gara giovane, vibrante ed all’altezza, sono stati contattati ed ingaggiati oltre i vincitori delle precedenti edizioni, anche alcuni tra i piloti più noti al pubblico come Clerici, Diego De Sterlich Aliprandi e le squadre ufficiali della Bugatti con Domenico Antonelli, Luigi Spinozzi, Ferruccio Zaniratti e dell’OM che ha iscritto Giuseppe Niccoli.

L’aver previsto la partecipazione di due sole categorie di vetture, fino a 1500cc ed oltre 1500cc, convince a scendere fino a Perugia anche i due fratelli Alfieri e  Ernesto Maserati alla guida della nuovissima Tipo 26 da 1500cc portata, con successo, al debutto il mese prima nella Targa Florio. Alla data di chiusura delle iscrizioni sono 41 piloti quelli che hanno aderito; tra i nomi spiccano quelli dei soliti Materassi e Brilli Peri, che al suo Palmares ha aggiunto il fresco Titolo di Campione del Mondo ottenuto a Monza alla guida dell‘Alfa Romeo P2. Ai due piloti toscani si aggiungono Serboli con la Chiribiri, Croce, Rosti e Bona con la celeste Bugatti, Ruggeri con la Mathis, Aymini e De Sterlich con la Diatto, Presenti e l’Avanzo che scende in campo con la Mercedes 180HP tipo K, ottenuta grazie alla generosità del Sanfelicianense Anselmo Cesaroni.

La corsa prende il via, con 26 macchine separate in tre Categorie, in un turbinio di polvere e olio bruciato con al comando la Mercedes dell’Avanzo seguita dall’Itala di Materassi e dalla Ballot di Brilli Peri che qualche chilometro dopo passano in testa. In un battagliare coraggioso i due toscani si allontanano dal gruppo facendo selezione. Come c’è battaglia nella massima cilindrata, anche nella categoria della 1100cc nessuno dei piloti rimane con le mani in mano; al terzo giro l’anziano Abele Clerici, che ha alle spalle il ternano Baconin Borzacchini, stabilisce il giro record con 9’47”.
Dietro ai battistrada la Baronessa Avanzo, che nell’aspra contesa di uomini e macchine, come riferisce Giovanni Buitoni: “conserva tutta la sua grazia femminile”, guida con azione sicura tentando di resistere agli attacchi dei rimanenti avversari.

La pressante azione della giovane Baronessa Avanzo è seguita con attenzione dagli sguardi dei focosi giovanotti ai quali, grazie al vento della competizione, è dato piacevolmente a vedere le evoluzioni della gonna rosso sgargiante che il meccanico Vecchini, con imbarazzo e poco successo, cerca di abbassare per ricoprire quelle gambe così maliziosamente messe in mostra.
Dopo diciotto giri la corsa, per la seconda volta, si conclude con la vittoria di Materassi, alla media record di 112,316 km/h, che nel portarsi a casa la somma di 50.000lire, ottiene anche la rivincita sull’amico Brilli Peri che, fermato da una rottura meccanica, sportivamente riconosce il valore dell’avversario con una impolveratissima stretta di mano.