PREMIO DEL TURISMO

23 maggio 1926

Verso la fine del 1925 il Consiglio Direttivo dell’Automobile Club, subentrato all’Auto-Moto-Club, sopprime la corsa in salita della “Mengara“, ritenuta poco interessante per un pubblico ormai abituato a vivere le emozioni dei ripetuti passaggi in circuito.
Chiuso il capitolo delle gare in salita, gli sforzi economici vengono concentrati sulla terza edizione della “Coppa della Perugina” inserita nel calendario nazionale in data 30 maggio 1926.
Per rendere lo spettacolo più spumeggiante, con sette giorni di anticipo sulla Coppa, prende corpo la proposta per lo svolgimento del ” Premio Perugino per il Turismo” una gara aperta anche alla presenza femminile.

L’idea, che offre ai piloti la possibilità di conoscere il percorso, non con le prove, ma con una vera gara, dà anche agli organizzatori la possibilità di recuperare parte delle spese, ma quello che è più importante di consentire il collaudo delle strutture, del tabellone per le classifiche, la torre Direzione gara, i box, i collegamenti telefonici sul percorso, che di lì a sette giorni sarebbero stati usati per la Coppa della Perugina.

Per incrementare e stimolare la presenza del pubblico vengono messi in vendita biglietti cumulativi con validità settimanale il cui possesso consente di assistere alle due gare previste, rispettivameente, per il 23 e 30 maggio.
Per richiamare le presenze da fuori regione, oltre ai biglietti venduti a prezzo “politico” di L. 5 per il prato, di L.30 per le tribune d’arrivo e di L.20 per quelle di curva, si arriva ad un accordo con le Regie Ferrovie che, in quei sette giorni, concedono uno sconto del 30% sui prezzi di tutte le percorrenze con itinerario il capoluogo umbro.

Alla chiusura delle iscrizioni, tra i venti piloti che comunicano la loro disponibilità, in testa a tutti figurano i due fratelli Alfredo e Riccardo Berretta con una Aurea 400, Carlo Alberto Orsini con una Fiat 501, Giuseppe Rasi, Henry D’Erlanger e una serie di nomi ben più noti agli appassionati dal palato fine, tra i quali primeggiano Fagioli con la fida Salmson, Carlo Pintacuda con una Alfa Romeo a bordo della quale come meccanico ospita l’amico Materassi, Brilli Peri e Franco Cortese entrambi su Itala modello 61.

Nella categoria Dame il numero delle iscrizioni non è elevato ma la presenza di tre rappresentanti del gentil sesso, oltre ad essere indice del fascino che l’automobile quale mezzo d’ espressione di attività agonistica ha anche sulle donne, è di estremo gradimento.

Tra le presenti, oltre le NN.DD. Emma Firpo Vozzi e Iole Nerazzini, emerge la figura della nota e già famosa Baronessa Maria Antonietta Avanzo, una donna dalla grinta sportiva non seconda ad alcun pilota maschio, interprete di esaltanti gesta, capace con la sua guida essenziale ma incisiva di intimorire chiunque. All’epoca ha stupito non tanto il piazzamento ottenuto, quanto la tenacia ed il coraggio che la guidatrice di Contarina Veneta ha dimostrato nel duello ingaggiato con Giulio Masetti nel GP Gentleman di Brescia nel 1921.

A Perugia la Baronessa, non avendo a punto l’Alfa Romeo, rinuncia già dalle prove, che gli altri concorrenti effettuano alla spicciolata senza rilevazione dei tempi.

Al via dato da un’inusuale starter, la sorridente Avanzo, Brilli Peri con slancio prende il comando della corsa trascinando distanziati dietro di se l’Alfa Romeo di Pintacuda, incitato a gran voce dal meccanico Materassi che terminerà la gara con la gamba destra indolenzita a forza di pigiare su di un immaginario pedale del freno sul fondo dell’abitacolo, seguita dall’Itala di Cortese, dalla Diatto di Aymini e l’OM del debuttante Mario Angeloni.
Allo scadere della mezz’ora di gara, un guasto al motore della vettura di Brilli Peri blocca lo slancio del toscano che deve cedere il passo all’arrembante Alfa Romeo di Carlo Pintacuda davanti al cui cofano, dopo un’ora e poco più dalla partenza, il Direttore di Gara, l’Onorevole Romeo Gallenga Stuart agita la bandiera a scacchi per decretarne il vittorioso arrivo.