29 maggio 1927

L’analisi dei costi della gara, di anno in anno sempre maggiori, è impietosa: dalle cifre contabili emerge che senza sostegni esterni la gara non può continuare. A questo proposito la notizia della ripartizione da parte del RACI di 600.000lire di contributo, da dividere in parti uguali tra la Targa Florio, G.P. d’Italia e una gara del centro Italia, per Buitoni apre uno spiraglio. L’Automobile Club di Perugia dopo avere formulato la richiesta rimette in moto la macchina per la quarta edizione della Coppa della Perugina.

All’inizio della primavera, sul percorso, i cantieri si riaprono e sotto la competente direzione di Mario Spagnoli tornano a prendere forma i box, le tribune, la torre per la direzione gara a fianco della quale spicca uno splendido tabellone dei tempi e dei giri. In pochi giorni sul tavolo dell’AC ci sono undici richieste di partecipazione; ma mentre tutto è in fermento e i commenti della gente sono più accalorati, al posto del contributo, arriva una medaglietta d’oro del valore di 200 lire che il R.A.C.I. offre al vincitore della gara. Il gesto non è gradito dagli uomini dell’Automobile-Club che, riunito d’urgenza il Consiglio, decidono l’annullamento della gara del Premio Perugino del Turismo.

Nell’occasione Buitoni prende amaramente atto che nessuno tra Enti pubblici e privati, anche se la gara fa ricadere a pioggia gli effetti economici su tutta la collettività cittadina, è stato in grado di garantire il minimo degli impegni per cercare di mantenere in piedi la manifestazione che ogni anno, mediamente, ha messo in movimento non meno di 20.000 persone.

A dispetto di tutti, a conferma della bontà e del valore della corsa, alla chiusura delle iscrizioni sono 59 le domande che gratificano la quarta edizione. La presenza massiccia di piloti e di macchine sottolinea l’attaccamento che i più validi rappresentanti del motorismo nazionale hanno per le repentine curve, i veloci rettifili, i duri falsopiani, di quel percorso definito: “il circuito più veloce d’Europa” Ancora una volta viene segnalata la presenza di Materassi, Brilli Peri; del romano Paparini giunto con una bellissima Austro Daimler, di Presenti con una Alfa Romeo RLSS, ai quali si aggiungono le immancabili Bugatti, alcune delle quali portate in gara da Bona, Pugno, Balestrero, Ognibene e Stefanelli.

Nella categoria inferiore figurano due Amilcar, cinque Salmson, due Derby, cinque Fiat, una Silvani, una Barsanti, una BNC, una Citroen, quattro Maserati, quattordici Bugatti, tre Chiribiri ed una OM guidate da piloti del calibro di Platè, Clerici, Borzacchini, Fagioli, Zampieri, Saccomanni e Weber. All’eccezionale confronto, dopo aver raccolto l’invito e l’ingaggio di 400lire offerto da Savonelli, tra gli iscritti figura anche Tazio Nuvolari che per l’occasione ha scelto è una Bugatti 39 che, appena acquistata, è la prima vettura in dotazione alla scuderia del mantovano.

Il giorno della gara, sullo schieramento di partenza, sono trenta le macchine schierate, pronte a prendere il via in un lacerante urlo di motori. La festa è grande ed i piloti la onorano andando a formare un agguerrito e veloce gruppetto con Materassi, Brilli Peri, Bona, Balestrero, Presenti, De Sterlich, Paparini e Pugno. Senza alcun risparmio nè tatticismo, nei giri che si susseguono, i piloti ingaggiano un duello entusiasmante, corretto e così coinvolgente che la folla, accorsa per vivere una giornata di sport, non può fare a meno di sottolineare con scroscianti battimani. Già dal primo giro la grinta di Materassi porta a viaggiare la potente Itala oltre ogni record superando i 113 km/h.

In ogni parte del percorso lo spettacolo è vibrante ed incandescente, pieno di incertezze, colpi di scena. Giro dopo giro, le pressanti richieste dei piloti al cambio, ai freni, alle gomme, al motore si fanno sentire sulle meccaniche dei mezzi che devono essere condotti ai box alla ricerca di un ristoro che fa vivere alla gente delle tribune momenti indimenticabili. Osservando le convulse operazioni fatte sotto le tettoie ricavate stendendo teli di juta, i cuori della gente soffrono e gioiscono. Gli sguardi seguono interessati i frenetici interventi dei meccanici sui motori, i rifornimenti con imbuto e tanica o la sostituzione delle ruote a frenetici colpi di martello.

Dopo diciotto lunghissimi giri compiuti alla media di 111,108km/h, l’indisturbato Materassi, per la terza volta, pone fine alla fatica che lo ha visto portare al traguardo una vettura di oltre 1200 kg, su di un percorso divenuto giro dopo giro sempre più impervio e selettivo. Brilli Peri è costretto al ritiro da un foro nel radiatore dell’acqua.